Il 13 e 14 febbraio 2025, Cremona ha ospitato l’VIII Congresso Cisl Scuola Lombardia, un importante momento di confronto sul futuro del settore scolastico. Durante l’evento è stata presentata la ricerca realizzata dall’Associazione BiblioLavoro, intitolata “CISL Scuola: la tua voce sul futuro del lavoro” .
Lo studio nasce da un’ampia campagna di ascolto, condotta attraverso un questionario somministrato a gennaio 2025 agli associati del comparto scolastico. L’obiettivo è stato quello di raccogliere dati, individuare bisogni e criticità emergenti, e tradurli in azioni sindacali concrete ed efficaci per il futuro. L’indagine esplora sette aree tematiche principali: stress lavoro-correlato e benessere organizzativo, rapporto con le famiglie, qualità degli spazi di lavoro, organizzazione del lavoro, fattori scoraggianti delle professioni scolastiche, ruolo del sindacato nella scuola e funzione della RSU in vista delle elezioni.
La survey digitale ha raccolto un totale di 2.029 risposte, di cui 1.497 complete e utilizzabili per l’analisi.
La principale causa di stress è l’eccessivo carico di lavoro, indicato da quasi 6 su 10 intervistati; a questo si aggiungono la mancanza di supporto dai superiori, l’eccessivo carico burocratico, l’insufficienza di personale di risorse anche in rapporto all’eccessivo numero di studenti per classe ( indicati da almeno 1 rispondente su 4).
Sono fonte di insoddisfazione anche le condizioni fisiche della propria scuola che risultano inadeguate, soprattutto in riferimento alla scarsa manutenzione (oltre 1 su 2), all’insufficienza degli spazi (oltre 1 su 2) e all’obsolescenza della attrezzature (1 su 3).
Per quanto riguarda il rapporto con le famiglie, i problemi maggiormente sentiti includono l’eccessiva protezione dei figli, indicata da oltre 7 docenti su 10; 4 su 10 denunciano la mancanza di rispetto per il ruolo dell’insegnante e circa 1 su 3 afferma che le famiglie nutrono aspettative
irrealistiche nei confronti della scuola, caricandola di un compito educativo che non può assolvere totalmente.
Inoltre, altri fattori scoraggianti sono la retribuzione inadeguata e l’eccessiva precarietà della professione, in media segnalata da 1 su 5, che è particolarmente avvertita tra chi vive oggi la condizione di precari.
