Pochi soldi, stress e paura di aggressioni: questo è quanto emerge da una ricerca promossa da CISL FP Lombardia e realizzata da BiblioLavoro nel mese di gennaio 2025. La survey, dal titolo “I Care Cisl FP: La voce dei lavoratori pubblici lombardi”, ha raccolto le risposte di 1032 associati e ci consegna utili spunti di riflessione sul settore del pubblico impiego, invitandoci ad abbandonare alcuni stereotipi ormai obsoleti rispetto al cosiddetto “posto fisso”.
A partire dal campione intervistato, possiamo osservare come l’età media si attesti intorno ai 52 anni, segno di un mancato ricambio generazionale. Tra i principali fattori che scoraggiano le persone ad avvicinarsi alle professioni del pubblico impiego ci sono la “Retribuzione insufficiente rispetto al costo della vita” (83,2%), le “Poche opportunità di crescita professionale e avanzamento di carriera” (55,2%), la “Mancanza di valorizzazione e riconoscimento del lavoro svolto” (51,5%), l’ “Ambiente di lavoro stressante o poco motivante” (34,9%), l’ “Eccessiva burocrazia” (30,5%) e la “Percezione negativa del lavoro pubblico da parte della società” (23,5%).
Tra questi lavoratori l’insoddisfazione è sempre maggiore, specialmente per quanto riguarda i salari: è calato il potere d’acquisto del 16% rispetto al settore privato e l’83, 2 % ritiene la retribuzione ricevuta insufficiente rispetto al costo della vita. Particolare attenzione è stata riservata anche a quanto l’ambiente di lavoro sia stressante o poco motivante, con il 60% dei lavoratori che dichiara di sentirsi “spesso o sempre” stressato e più del 50% che ritiene il carico di lavoro eccessivo, appesantito anche dalle carenze di organico e dal comportamento degli utenti. La frustrazione cresce soprattutto tra i lavoratori del settore sanitario, a causa dei turni estenuanti, delle aggressioni verbali e fisiche da parte dell’utenza e da un senso di insicurezza costante.
Infine, oltre 6 intervistati su 10 reputano l’organizzazione del lavoro non efficace. I problemi principali riguardano la carenza di personale, il poco supporto da parte della dirigenza, la mancanza di comunicazione interna e l’eccessiva burocratizzazione. Infine, oltre il 46% degli intervistati ritiene “inadeguate” le condizioni fisiche del luogo di lavoro, dato che sale soprattutto fra gli addetti della sanità. In generale un intervistato su 3 si lamenta per le “attrezzature informatiche obsolete”, la “scarsa pulizia”, la “manutenzione scarsa”, gli “spazi insufficienti”. Cisl
CISL Lombardia
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