Il giorno 6 maggio 2025 sono stati presentati al XIV Congresso regionale CISL Liguria i risultati della ricerca condotta dal centro studi CISL BiblioLavoro tramite somministrazione di un questionario agli iscritti. La survey ha ottenuto oltre 2.900 risposte, tra lavoratori attivi e pensionati. I temi principali affrontati sono stati soddisfazione lavorativa, welfare, sanità e infrastrutture.
Per quanto concerne il primo punto, in un quadro di complessiva soddisfazione (85%) rispetto alla propria stabilità contrattuale, rimane, comunque, spazio per forti inquietudini relative alla possibilità di crescita professionale (70%) e all’inadeguatezza di salari e benefit rispetto al costo della vita, oltre che un discreto malcontento rispetto alla work-life balance e al clima aziendale.
Questo malessere sfocia in una serie di conseguenze allarmanti: se oltre 1 lavoratore su 3 sta valutando di cambiare occupazione (dato che ammonta al 48% tra gli under 36), oltre 4 lavoratori su 10 contemplano di trasferirsi altrove in cerca di opportunità migliori.
Da un lato, è evidente che il mercato del lavoro sta cambiando e che la consapevolezza di questo fenomeno è elevata: l’84,5% degli intervistati, infatti, ritiene necessario aggiornare continuamente le proprie competenze per restare competitivo.
Dall’altro, un fattore risulta, invece, stabile nella sua problematicità, ossia la discriminazione di genere: come dichiara il 37% delle intervistate, infatti, le donne, a parità di mansione, continuano a guadagnare meno degli uomini e per oltre 1 donna su 2 la maternità rappresenta ancora un ostacolo alla carriera. Allarmante, poi, il fatto che il 16,4% delle donne dichiari di aver subito o assistito a un episodio di molestia sul lavoro.
Come testimoniano gli intervistati, anche per quanto riguarda salute e sicurezza la situazione appare piuttosto stagna, con una scarsa considerazione da parte delle aziende verso tale tematica. Il 42% denuncia, difatti, che la manutenzione di ambienti, attrezzature e impianti non è adeguata a garantire livelli di tutela sufficienti. Su questa scia si inscrive anche la poca attenzione verso i corsi di formazione, con il 36% degli intervistati che dichiarano di aver seguito solo quelli obbligatori. Infine, un dato che non può lasciare indifferenti: più di 1 lavoratore su 10 ha subito o assistito a un infortunio causato dalla mancata osservanza delle misure di prevenzione.
Un altro tema urgente è quello dell’Intelligenza Artificiale: se il 45% teme un’eccessiva dipendenza dalla tecnologia e conseguente vulnerabilità in caso di malfunzionamenti, il 44% è preoccupato dalla possibilità di perdere il proprio posto di lavoro. Un 31% degli intervistati, poi, si esprime rispetto al rischio di un importante gap tecnologico che si verificherebbe tra i lavoratori, comportando notevoli diseguaglianze. Questi dati ci mostrano con chiarezza che l’innovazione tecnologica, se non accompagnata da politiche inclusive e da percorsi di formazione diffusa, rischia di alimentare nuove problematiche e insicurezze.
La ricerca mette l’accento anche sul tema sanità, evidenziando come il 76% del campione abbia rinunciato a curarsi nell’ultimo anno. Le ragioni di questo dato riguardano i costi troppo elevati e i tempi di attesa insostenibili, con la percezione (73% degli intervistati) di un netto peggioramento del servizio sanitario negli ultimi tre anni. Soprattutto nei territori più periferici, poi, la sanità rischia di essere non più un diritto, bensì un lusso.
In questa direzione va anche la preoccupazione tra i pensionati rispetto al tema della non autosufficienza. Solo il 26,9% degli intervistati, infatti, ritiene di poter sostenere autonomamente i costi legati a una condizione di perdita dell’autonomia, ammettendo la possibilità di doversi appoggiare ai familiari.
Infine, merita attenzione anche la questione delle infrastrutture e dei trasporti: il 69% degli iscritti ritiene che il potenziamento delle infrastrutture sia la priorità assoluta per favorire la crescita economica regionale. Tuttavia, ben l’80% valuta il trasporto pubblico come inefficiente, con punte ancora più elevate nei collegamenti tra aree interne e centri urbani. Da ciò emerge che, senza un sistema di trasporti moderno ed efficace, lo sviluppo della Liguria è a rischio.
Il libro è disponibile in versione digitale e quindi liberamente scaricabile nella sezione “Ricerca – Consulta studi e ricerche ” del sito, oppure cartaceo presso la biblioteca dell’Associazione, sita in Viale Fulvio Testi, 42, Sesto San Giovanni (Mi), che potete contattare tramite il form sottostante.
